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mia Terra |
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Anche se per chi percorre la SS 471 Favischio è una piccola località di transito, ci sono molte buone ragioni per una sosta o una escursione
Le sue caratteristiche
geografiche e la bellezza singolare del paesaggio trasmettono armonia e
tranquillità. Si può stare a tu per tu con la natura soddisfacendo la voglia
di silenzio. E’ un luogo ideale per chi cerca solitudine fatta di silenzio e
di natura e per chi cerca ingredienti pittorici da fotografare o da
celebrare in versi
In autunno si vedono qua e là
macchie di colori diversi che vanno dal rosso bordeaux, al giallo e al
marrone
In inverno le vette si
ricoprono di neve e rimangono imbiancate fino a primavera inoltrata
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La Flora
Non c’è bisogno di andare molto lontano
dalle nostre case, basta affacciarsi dalla finestra,
La vegetazione del nostro territorio e
dintorni è molto ricca e varia e particolarmente interessante
Si
differenzia a seconda dell’altitudine |
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Dagli
8OO ai 1OOO mslm (Ostrya carpinifolia) Famiglia delle CORYLACEAE E’ un albero di medie dimensioni, si adatta bene a qualsiasi tipo di suolo. Alto fino a 2° m. con tronco dritto di colore bruno. La sua corteccia è liscia e rossastra ornata di lenticelle biancastre trasversali, da giovane, poi col tempo diventa rosso/nerastro. I frutti sono a forma di cono, di colore bianco Ha le foglie di forma ovale acuminate all’apice con doppia dentatura ai margini .
I fiori
compaiono prima delle foglie, i maschili sono lunghi e penduli, i
femminili corti e tozzi. Il suo legno è utilizzato come legna da ardere.. (Quercus cerris ) Famiglia delle CUPULIFERE Il fusto può raggiungere l’eccezionale altezza di 35 m. e un diametro di 2 m, è poco ramificato Ha una chioma globosa e allungata. Le foglie caduche ,sono profondamente lobate con lobi appuntiti. I frutti sono delle grosse ghiande sormontate da una grossa cupola, con squame lunghe e ricurve. L’apparato radicale è robustissimo e profondo. Il legno veniva usato per costruire botti, non ha particolari utilizzazioni in falegnameria , è invece un buon combustibile. La sua corteccia è ricchissima di tannino, viene usata nelle concerie, nella fabbricazione di vernici e nella medicina..
.Un
vecchio detto dei nostri nonni così recitava : (Quercus pubescens Willd) Fam. CUPOLIFERE Per la sua struttura robusta e regale era ritenuta come simbolo di forza / saggezza e potere. Può raggiungere anche 1000 anni. La sua chioma è larga e arrotondata. Il sistema radiale è molto profondo adatto a consolidare terreni instabili. La foglia è oblata e oblunga con lobi separati da insenatura poco profonda e anche se secca rimane sul ramo fino all’arrivo di quella nuova. I frutti sono acheni detti “GHIANDE” raggruppati a 3/4 con un breve picciolo sormontati da una cupola scagliosa.
Si adatta
ai terreni più poveri , vive nei boschi insieme al cerro e al castagno. (Frassinus ornus) Famiglia delle OLIACEAE. E’ un piccolo albero alto fino a 1O m. con diametro di circa 5O cm. La sua chioma è ampia e arrotondata. La sua corteccia è grigia e liscia. I fiori, raccolti in pannocchie bianche fioriscono in aprile/giugno. Le foglie opposte imparipennate, le gemme sono pelose. Il frutto è una samara bislunga lanceolata. Il legno è resistente ed elastico e viene utilizzato per manici o per sostenere le viti. L’ACERO (Acer Pseudoplatanus) Famiglia delle SAQUIDACEAE Grande pianta di profondo apparato radicale. Il fusto può raggiungere fino a 40m. di altezza. Le foglie hanno cinque lobi, e sono lucide nella parte superiore. Il frutto è una samara accoppiata a due a due, con ali larghe fino a 2 mm. La chioma è grande e bislunga. Il legno è bianco/avorio impiegato per mobili, eliche di aereo e calci di fucile. Si trova spesso con il Faggio e il Frassino.
In
autunno le sue foglie assumono un caratteristico colore
rosso sangue. (Fagus Selvatica) Famiglia delle CUPULIFEREAE. Albero di grandi dimensioni Il suo fusto può superare anche i 35 m .con un diametro superiore ai 2 m. Ha una grande chioma rotonda, foglie oblunghe, acute e lucide. Il frutto detto fagiola, è contenuto in un piccolo riccio, come nel castagno, quando è maturo si apre in quattro valve. Il legno di faggio, molto duro, viene impiegato per mobili e traverse ferroviarie. IL CASTAGNO (Castanea Sativa Mill) Famiglia delle CUPULIFERAE. Grande albero, ha un fusto e un apparato radicale molto robusto. Ha delle grandi foglie lanceolate seghettate. Il frutto, la “castagna”, è globoso schiacciato contenuto in un involucro a quattro valve irto di aculei detto “riccio” è ricco di proteine amidi e zuccheri, matura in ottobre. Per gli abitanti di Favischio, la castagna è stata per decenni l’elemento base della sua economia. Si mangiava arrostita o lessata quando era fresca , oppure si faceva seccare e con la farina si preparavano una grande varietà di dolci.
Il legno è
resistente, durevole e adatto alla costruzione di mobili e infissi. “rinnovato hanno verga d’avellano e vanno pel tratturo antico al piano come per un erbal fiume silente
sulle vestigia
degli antichi padri……..
IL
GINEPRO NANO Si trova particolarmente al margine dei campi, nelle siepi, e nei pascoli abbandonati. Predilige suoli ricchi di sali nutritivi piuttosto profondi esposti al sole che si riscaldano tantissimo durante l’estate. Spesso lo troviamo insieme a varie specie di rose ,con il crispino e la ginestra tubercolosa. E’ un arbusto a fogliame caduco, alto 1/3 m., la corteccia è quasi nera, sui rami più lunghi,quelli inferiori, vi sono dei rametti spinosi. I fiori isolati su corti rami recanti foglie squamiformi, si sviluppano molto prima delle foglie I fiori , a breve peduncolo hanno un calice lungo 1/2mm. e i petali di 5/6 mm, fioriscono a marzo/aprile.. Il frutto è di forma sferica di 1O/15mm. è coperto da una patina blù , e a maturazione completa quasi nera, di sapore molto acido.
I frutti
contengono una forte quantità di tannino, e sono buoni solo a totale
maturazione. (UVA SPINA) Della famiglia delle SASSIFRAGACEAE E’ una pianta in via di estinzione, nel territorio di Favischio se ne trova qualche raro esemplare alla CERASA e a SANTOGNA. Vive al margine del bosco, su un suolo poco compatto, argilloso o detritico ricco di sali nutritizi spesso contenente carbonati. Predilige ambienti umidi ma sopporta bene anche l’esposizione a pieno sole. Riccamente ramificato, è provvisto di robuste spine Il frutto è una bacca polisperma, di consistenza molle di colore verde chiaro o giallo, sull’apice si trova il residuo secco del calice. La buccia è trasparente e lascia intravedere i semi e la polpa. I semi hanno un involucro gelatinoso
Fiorisce
in aprile/maggio, il frutto si matura in luglio/agosto.,è ricchissimo di
vitamina C, di acidi citrico e tartarico, di fibre, di fosforo e calcio. (Sambucus nigra) Della famiglia delle CAPRIFOLIACEAE Cresce nei boschi, lungo le siepi, predilige suoli umidi.. A Favischio lo troviamo specialmente lungo gli argini del tascino, si presenta come un piccolo alberello.
Fiorisce
da aprile a luglio i suoi fiori sono bianchi e profumati , i frutti sono
piccole bacche nere. (Taxus bacata) della famiglia delle TAXACEAE. Detto l’albero della morte perché tossico in ogni sua parte. E’ una delle piante più longeve, può raggiungere anche 2OOO anni di età. Il suo tronco è breve e irregolare, di colore bruno/rossastro/violetto. I suoi rami sono sottili e crescono nella parte più alta dell’albero. Le foglie sono aghiformi piatte, non pungenti , sono larghe da 1 a 3 m., la parte superiore è verde scuro lucente, quella inferiore è più chiara e opaca. I fiori sono di 2 tipi: maschili e femminili i primi sono riuniti in infiorescenze globose i secondi sono solitari .
Produce
falsi frutti rossi e zuccherini che circondano per metà il seme, la cui
polpa è velenosa. (Ilex aquifolium) Della famiglia delle AQUIFOLIACEAE Pianta arborea sempre verde con foglie coriacee, lucide spinose,sono semplici e bifacciali di verde intenso nella parte superiore più chiare in quella inferiore. I suoi frutti sono delle drupe di colore rosso vivo, la loro maturazione avviene in inverno Queste contengono un glucoside molto velenoso e se ingerite provocano gravi intossicazioni..I fiori sono unisessuali bianchi e profumati,molto piccoli; fioriscono in aprile/maggio. Dalla sua corteccia si estrae una sostanza vischiosa chiamata appunto vischio . Le sue bacche attirano numerosi uccelli, ma sono velenosi per l’uomo. L’agrifoglio viene utilizzato per le decorazioni natalizie
Il suo
legno è duro e compatto, molto apprezzato per lavori di ebanisteria e per
sculture.
(dai
caratteristici frutti rossi)
(Famiglia
Anacardiaceae) A volte è disteso a terra, oppure un alberello eretto che vegeta lungo i pendii rocciosi e vicino i ruscelli delle nostre montagne. Le sue fioriture sono piumose e in autunno il suo aspetto è caratterizzato da sgargianti colori arancio/rossastro.
Questo
arbusto è assai ricercato per la concia delle pelli, ricco di trementina e
tannino. (Isatis tinctoria L.) Famiglia CRUCIFARAE Pianta che cresce lungo terreni umidi e rocciosi. Veniva utilizzato dalle nostre nonne per tingere la lana di azzurro/indaco e come foraggio per il bestiame Pianta erbacea bienne, sparsamente pelosa. Caratterizzata da un fusto alto fino a 120 cm. In alto è ramificato con foglie astate di colore verde scuro. I fiori compaiono a maggio/luglio di colore giallo intenso riuniti in densi recenni terminali. I frutti sono siliquette pendule oblunghe IL PINO NERO (pinus austriaca Hoess) Pianta di medie dimensioni . Le foglie sono costituite da aghi rigidi, lunghi 10 cm. Riuniti due a due. I frutti dette “pigne” di colore bruno, coniche, lunghe 5/7 cm. Maturano in due anni. La chioma è scura ovoide schiacciata alla base. E’ una pianta rustica si adatta a tutti i terreni anche poveri In Italia sono state effettuate grandi opere di rimboschimento negli anni 50/60. Nella seconda metà degli anni Trenta, questo albero è stato adoperato dal Fascismo per realizzare la scritta “DUX” sulla sommità del MONTE GIANO, Antrodoco come omaggio per la proclamazione dell’impero avvenuta in data 9 maggio 1936 Nel territorio di Favischio, sono presenti numerosi rimboschimenti di PINO NERO, promosso dall’Amministrazione Forestale negli anni 50, ai quali partecipò la maggior parte degli abitanti del luogo.
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